venerdì 17 aprile 2020

La felicità



Tornerà.
Può darsi in punta di piedi
oppure correndo, ballando festosa.
Ma tornerà.
La felicità abita
un’anima piccola:
racchiusa si duole 
e fugge improvvisa
per non morir prigioniera.
Ma tornerà.
In quella han già messo radici
i fiori e i sorrisi
di cui tanto va fiera.
Tornerà.
E tu mentre attendi,
fa’ grande la casa,
colora l’aria, allarga l’anima!
Ospita la primavera!

giovedì 9 aprile 2020

Il sacchetto della spesa




Quel che l’amore ti porta
sta nel sacchetto della spesa:
il cibo sano per la cena,
il vino dolce per l’ebbrezza.
Quel che l’amore ti porta
è quel sacchetto della spesa:
che resiste all'immondizia
per la quale lo usi ancora.
Quel che l’amore ti porta
è l’umiltà preziosa
di sapere che, ora,
il sacchetto sei tu.
E se lo colori
e se gli dai vento,
oltre ogni cosa:
vola!



venerdì 3 aprile 2020

Essere idioti



Abito anch'io la casa degli idioti.

 E questo – come pure l’abbondante presenza di specchi - rende comodo l’incontro e facile la coscienza dell’uguale appartenenza. Essere idioti non è un dono divino e nemmeno una sciagura: è uno stato dell’essere, una tappa esistenziale, un livello personale. Una sosta. Essere idioti psicologicamente è economico. Ritenere le proprie convinzioni le uniche verità, impedisce di immaginarne altre. E di vedere la necessità di un oltre. L’idiota resta, medesimo a sé, senza sforzo, appagato dall'autosufficienza e sicuro del suo traguardo. 

D’altra parte, riuscire a comprendere il mondo attuale, la sua complessità e gli intrecci relazionali che lo animano, non sembra realtà probabile. Saper coniugare, in una visione coerente, prospettive emotive e razionali, personali e collettive, umane ed ambientali, riconoscendo loro un contesto storico-geografico proprio, tutelando, allo stesso tempo, criticamente, il diritto al ripensamento, appare un’impresa eroica, rara se non impossibile. In fondo, si è idioti per condizione e sembra sensato accettarlo. Tuttavia, se fossero, due questioni intriganti rimarrebbero al chiarimento.

Per chi è curioso, s’intende: “Quanto si è idioti? E quanto titolo c’è ad attestarlo?” …

mercoledì 1 aprile 2020

Perché esiste la menzogna




Se dovessi dire la verità,
potrei dirmi che la gioia
abita ogni male evitato,
ogni incubo perso,
ogni dolore lenito,

così, in modo che
la vita sembri null'altro
che un dribbling sgomitato,
uno slalom funesto, 
percorso a precipizio.

Ecco perché esiste la menzogna

ed è saggio non darne giudizio.

martedì 24 marzo 2020

L'amore che non si trova




Se non lo cerchi tra le tue ciabatte,
nell'angolo fondo delle tasche,
oltre il tuo davanzale,
in un filo d’erba o nel sole mattutino,
se non lo cerchi in chi ti fa un sorriso
o in chi vive distratto,
negli occhi dolci d’un bambino
o in quelli fissi di matto,
se non lo cerchi tra le parole
rovinose della notte
o nel silenzio d’un vetro infranto,
non troverai null'altro in te
che il tuo bisogno d’altro.

L’amore che non si trova,
si trova
nel cercarlo.

lunedì 23 marzo 2020

Un cielo d'aerei



Altissimi, altissimi
nell'azzurro assoluto.
Assolati metalli,
luminosi riflessi.
Per prati celesti,
liberi liberati.

Da piccolo, vi avrei
creduto degli angeli:
in una scia
di bianchi coriandoli,
un dono di piume
al vento e agli uccelli.

Ora che credo,
su tutto, ai miei piedi,
a voi la speranza
di vedere i miei cieli.



martedì 17 marzo 2020

All'amore




Tu che deludi ed innamori ogni sempre,
che esisti non essendo
e colori d’arcobaleno i sogni,
più che di me, tutt'altro.
E che, frainteso, m’illudi
e volgi cupo al disincanto,
miele nell'amaro
e miele nel miele, poi,
al sorridere dei giorni.
Rondine che torna per partire
e vive finché vola,
ballo che, fermo,
non t’affatica.
Eppure, non consola.

giovedì 12 marzo 2020

La calma




Volevo comperare due chili di calma.
Ma la calma non va a chili.
Avrei voluto comprarne
per questo tre litri,
oppure, in centimetri,
almeno novanta.
Ma la calma non si compra.
Volevo, pur se poca
o scarna, allora
trovarla per aria
o per preghiera alla santa.
Ma la calma non si vuole.
Non cercandola,
viene lei
e, se t’arrendi,
ce l'hai già.

giovedì 5 marzo 2020

Già so che la penuria





Già so che la penuria
è dolorosa ma vitale,
che la mancanza non è vana
se per essa, nutrito, 
fiorisce il desiderio.
Mi dico che la vita è prigioniera,
coatta ai suoi bisogni,
quando strazia al loro compimento
oppure ne rifiuta l’occasione.
Già so
che si piange e si ride
per la stessa circostanza
e tutto muove e muta
senza conclusione.
Eppure,
cerco ancora distanza,
il punto fisso, l'eterno
dove non rotola il pallone.