Anche se la storia
ricorda quello di Giuda,
la mia infanzia rammenta
le labbra di nonna:
indelicate, umide
e ingiunte per salvare
famiglia e amore di patria.
Non può essere così – sospettavo allora -
meglio un sorriso,
ben tirato e distante,
da non darsene a male.
E così, così, così,
sino a quando t’ho conosciuto,
quando tutto è reinventato.
L’amore come zucchero solforico
t’addolcisce e t’uccide
e il bacio che scappa furtivo,
improvviso ti spalanca gli occhi,
diventa canaglia mordace,
tiene il presente e si fa nostalgia.
Come inno dell’attimo,
diviene gioia e piccola vita.
Finalmente la mia.

