La notte mi regala da tempo
un millimetro di barba
e, tra un’apnea e un’altra, silente
prepara due sbadigli improvvisi,
cova, ridente, uno sternuto d’evviva
per l’alba del mondo.
Al mattino, mi sorprendo
dei doni che ricevo:
la biologia del poco anticipa
quella più larga,
grande e magnifica.
Sono vivo.