lunedì 27 giugno 2022

Senza difesa

 

A pelle nuda e a occhi nudi,

a frugar dicembre tra la bora.

Con il pudore senza difesa.

Senza parola.

 

Davanti al terrore per gli altri

ognuno mente fin che può.

Illude e s’illude

per essere infelice.

martedì 14 giugno 2022

Il segreto del chiodo

  

Il segreto del chiodo

non è fare la ruggine:

è forse unire, sostenere,

fosse un corpo alla croce,

una tela alla parete,

una metafora alla mente.

In vero, il suo segreto

è il suo senso e lo scopo:

anche il chiodo

non può stare solo.

Il ruolo del terzo

abbisogna del due.

giovedì 9 giugno 2022

Per rivalsa

 

C’è stato un tempo in cui

avevo le ali e saltellavo,

avevo la voce e balbettavo,

avevo l’amore e dormivo.

 

Oggi, che poco sono,

per rivalsa, vivo.

sabato 21 maggio 2022

Con la gioia in tasca e il pane in mano

  

A dieci anni

con la gioia in tasca

e il pane in mano

diventai poeta.

E ancor oggi

il volo nero dei rondoni

è una scia di guizzi persi

dal colore arcobaleno.

venerdì 6 maggio 2022

Allo specchio

  

Ogni volta che la vita

mi scivola via, giù nel lavabo,

mi chiedo dove possa finire.

Sullo specchio, di fronte,

rimane qua e là,

incerto il contorno

d’un vecchio sorriso

dipinto in gioventù.

Ma ora, nulla di più

che una stupita domanda

resta la prova che vivo.

sabato 30 aprile 2022

Avvenne

 

Avvenne che la noia

lenì la paura,

la fantasia supplì alla noia

e la poesia

alla vita scadente.

mercoledì 20 aprile 2022

Un coraggio d'artista

 

 

I bambini colorano, colorano, colorano e restano ore sulla carta a consumare pastelli. Sembra lo facciano anche i giovani scimpanzè in cattività, una volta incoraggiati. La loro intenzione, evidentemente, non è artistica. Sono mossi probabilmente da una gratificazione legata al fare, all’agire, al movimento. Lo stesso stato di benessere provato dallo sportivo, dal bricoleur, dall’hobbista giardiniere e generato dall’essere assorbito dagli stimoli, stare nel flusso degli eventi e vivere nello spazio in cui la mente si rasserena, privata dai conflitti e pensieri negativi.

Chi si sente artista sa come questa benefica sensazione sia perdurante nel tempo. Al pianoforte, davanti a una tela, scrivendo righe su righe. Convive parallela alla pura dimensione creativa, rappresentandone il carburante e l’energia vitale. In più, tuttavia, chi è artista (contemporaneo) si interroga sul senso profondo del suo agire, su cosa lo spinga a dire quello e null’altro che quello e, soprattutto, cosa gli impedisca di smettere.

A tal proposito, le risposte possibili sono più delle domande, le narrazioni personali appaiono molteplici, le opinioni talvolta stravaganti.

Su di una voglio porre la mia attenzione, una domanda per certi versi sgradevole perché poco nobile. Per diverso tempo l’ho avvertita in me, latente, sfiorare ogni tanto la consapevolezza per nascondersi nuovamente.

Faccio arte per gli altri? La cosa non dovrebbe stupirmi più di tanto, ma come la scuola lacaniana insegna - desiderio umano è di essere desiderati - dovrei ammettere che attraverso l’arte ho tentato anch’io di essere riconosciuto, stimato e amato come persona. Di certo, chi non può confidare nell’avvenenza fisica e nel carisma naturale, non può pensare che gli altri si interessino obbligatoriamente a lui. Deve confidare su altre doti, cercare altre strategie.     Ed ecco il punto: se la bellezza creata fosse allora trasportata su una tela e quella tela fosse ritenuta pregevole? Se la scrittura di un libro testimoniasse una grazia interiore apprezzata pubblicamente? Oggetto e autore coinciderebbero e il desiderio verrebbe soddisfatto. L’artista narcisista e vanesio diventerebbe in tale circostanza, soltanto e soprattutto, una persona appagata. Condizione poco nobile, ma possibile. E astenendosi da un rigido moralismo, dove può stare il problema?

Ahimè, il problema resta: se anche la creatura artistica prodotta non viene riconosciuta dagli altri, l’artista si sente svuotato due volte. La ferita dell’invisibilità resta aperta e la difesa dell’Io, così inefficace, porta all’anticamera della malinconia. Certo, si fa Arte anche per educare, testimoniare, lavorare, disvelare il mistero dell’animo, ma se fosse vero l’assunto vanesio, ecco la consapevolezza, ecco finalmente il motivo per smettere. 

Ecco un coraggio d’artista. E l’inizio del fare selfie con il filtro. Da postare.

 

venerdì 15 aprile 2022

La poesia più alta

 

La poesia che forma

è quella che si legge,

la poesia che serve

quella che si scrive,

la poesia più alta

quella che si smette.

Per chiamarla vita.

sabato 26 marzo 2022

La guerra degli uomini

 

Come una gioia di sole polare

la storia degli uomini:

sentirsi angeli buoni

per riscoprirsi animali.

mercoledì 9 marzo 2022

Un amorevole orrore

  

Quando i graffi soltanto

t’accarezzano la pelle

e il tuo sorriso appare

misura del terrore,

il velo di Maya cade

e la realtà diventa quel che è.

Un amorevole orrore.

lunedì 21 febbraio 2022

Se vuoi colorare la vita

 

Se vuoi colorare la vita

senza i suoi colori,

evita gli indelebili,

le mezze tinte senza nome.

La gioia non abita 

la vernice finale,

ma soltanto il colore 

del continuo provare.