lunedì 21 settembre 2026

Il desiderio

 

Quello che non vivo

è quello che sta in te,

un oltre nebbioso, teso

tra l’oggi e il mai,

canto melodioso

di sirena naufraga

senza Ulisse, né porto.

Dire che sia un sogno è poco,

che sia speranza è niente:

quello che sta in te

è quello che non vivo.

Ma è quello per cui vivo.

lunedì 14 settembre 2026

La bellezza etica

 

Non stupirti se le parole

che regali al mondo,

il mondo non le sa ascoltare,

se il colore della tua allegria

il nerume non la può notare,

se chi ti abbraccia

teme il suo corpo e il tuo,

chi ti accarezza non ti tocca

per non sgualcirsi l’anima.

La bellezza che possiedi

abita il rispetto,

cerca la benevolenza,

vive di gentilezza

e non chiede.

È.

mercoledì 2 settembre 2026

Il salice

 

Il salice piangente non piange più.

Pota, pota, pota,

s’è così indurito

che adesso la chioma

s’è mutata in vetta.

E forse è perché le ferite fortificano

che da allora protende al cielo

e non grava più a terra.

 

E forse per questo,

è il primo salice sorridente.

 

sabato 29 agosto 2026

Un'alba

 

Si alza il sole, si alzano le nubi,

si alzano le vette, gli alberi,

le cime e le forre,

tutto s’espande, in alto risorge,

e le ali non servono

a chi si scopre d’esser vivo.

giovedì 27 agosto 2026

Pur di essere amato

 

Pur di essere amato

ti sei fatto piccolo,

ti sei fatto grande,

sei rimasto zitto, muto,

sospeso, loquace,

amando anche tu,

amando di più

quello che solo speravi.

Per questo, quel nome improprio:

Amore,

t’incatena, delizia

e soprattutto ti manca.

 

lunedì 17 agosto 2026

Nympha

Nympha; olio e acrilico su tavola; 70x50 cm; 1998

 

Il caldo d'agosto

 

La pala sul soffitto

da tempo non conta

i giri fatti, gli agosti trascorsi

a guardare me,

i sudori lasciati ai miei peli,

fatti colla sul letto.

Ruota con un leggero lamento,

quasi d’asino per la soma,

per la fatica al suo vento

e non dice quel ch’io dico per lei:

il caldo d’agosto ci doma, sorella,

l’estate ci annoia,

ogni ora non ha un posto.

sabato 15 agosto 2026

ll senso

 

Se già ti chiedi cosa serva

un piattino sulla tazza,

un herpes sulla bocca,

quale che sia l’unico eterno

acceso d’ogni galassia,

il segno vivo dell’attimo

che un attimo ti lascia,

già t’avvicini, t’avvicini:

se il senso della vita non è folle

non è sempre una risposta.

È porsi, continua, una domanda.

lunedì 10 agosto 2026

Le cose preziose

 

Tra le cose belle del mondo

preferisco quelle che ho,

che non sono tutte

e che so di perdere.

Se anche non fossero,

per questo, sarebbero.

Cose preziose.

mercoledì 5 agosto 2026

La pagina dopo

 

A differenza d’un libro,

quando sfogli la vita

fino all’ultima riga,

e da ingordo leggi

pure le note, i refusi,

la data di stampa,

e, ancora, riesamini il prezzo,

riguardi la dedica,

la tiratura, la carta ingiallita,

 

sai di una pagina dopo,

quella che il libro non ha.

Qualunque essa sia

in essa è scritto il tuo sogno.

E nessuno lo sa.

giovedì 30 luglio 2026

In guerra

 

Tra sibili di missili,

brecce e spigoli di muri,

mentre il sangue

ancora coagula

e le sirene

singhiozzano a Dio,

qualcuno ancora si pettina,

un bimbo disegna il sole,

un asino porta ovunque la sorte.

 

S’aggrappa un ragno a un filo

dove la terra è melma

e l’ordine umano tace.

Solo più in là,

un cane latra che ha fame.

sabato 25 luglio 2026

L'ovvia ironia

 

Ogni volta che una poesia

s’avvia con “ogni volta”

una parte di me si rivolta.

“Possibile – dice - che l’ovvio

prevalga sempre,

il banale galleggi ovunque

e il male fiorisca

fosca letteratura!”.

Come che sia

il naso si tura,

la fogna scorre

e le nuvole, in proprio,

stanno a distare.

Per ovvia ironia.

lunedì 20 luglio 2026

La biologia del poco

 

La notte mi regala da tempo

un millimetro di barba.

Tra un’apnea e un’altra, silente

prepara due sbadigli improvvisi,

cova, ridente, 

uno sternuto d’evviva

per l’alba del mondo.

Al mattino, mi sorprendo

dei doni che ricevo:

la biologia del poco anticipa

quella larga e grassa,

grande e magnifica

grazia d'esser vivo.


venerdì 17 luglio 2026

D'amore estivo

 

Arrivò alla battigia, nervosa, sospirò,

distese le chiome, la pelle e i sogni

sulla sdraio arcobaleno

e mangiando estate e anguria,

salsedine, melone,

sorrise di nuovo amore.

“Nessuno – cantava sottovoce –

può capire la gioia

di tatuare l’anima col sole”.

martedì 14 luglio 2026

La poesia scritta cogli alluci

 

La poesia scritta cogli alluci

sta vicina ai calli,

allergica a pollici e indici,

acumi accademici

e altari retorici.

Soffre forse

d’ipocrisie patetiche,

di facili critiche

ed espedienti antieroici,

ma come altre poesie

sa quanto dolore si nasconde

a piangere da soli.

E a essere ironici.

sabato 11 luglio 2026

Amici

 

Saranno l’anticamera o il letto d’ospedale,

lo yogurt caldo di un’aria agostana,

l’eco perpetua delle cicale

o il sorriso perso d’ogni formica,

forse saranno loro a indisporre

o forse proprio non saranno.

Ma inviare tue foto a bordo piscina,

le brioches alla crema

al mio chiuso e alla mia minestrina,

non trova grazia,

non si intona alla mia vita.

Eppure, scopro io idiota,

che, oggi, posso amare gli idioti,

se gli idioti sono amici,

amici di prima.

domenica 5 luglio 2026

Il quesito adolescenziale

 

Se mi chiedi dove alberghi la leggerezza

non ti dirò in un cranio riempito d’ovatta

o in un animo di plastica espansa:

i pensieri pesano meno, anche se gravi,

i sentimenti pure, anche se grandi.

Bisognerebbe fare amici gli uni cogli altri

e godere dell’orizzonte di entrambi:

dei voli dei primi e dei valori rimasti.

Il difficile è che bisogna averli

come difficile è coniugarli.

Ma per fallire non è mai tardi:

la leggerezza è perdonarsi.

mercoledì 1 luglio 2026

Mi dico

 

 

 

Ora che già tutto è in gloria - mi dico -

la poesia non può esser di più:

preferisce stare di lato

con occhi d’incanto,

lo sguardo strabico,

il petto che balbetta prudente,

semplice, afono semmai

come un bimbo ottantenne.

Forse ai poeti che non sono - mi dico -

manca l’innocenza,

agli altri del sistema

la decenza.                                                                                                              

 

venerdì 26 giugno 2026

Di prima mattina

 

Sui tetti, di prima mattina,

un coro d’ali presto s’intona

di gioia alla vita,

mentre qua, là,

più là ancora,

un abbaiare di cani

osanna la prima schiarita.

Tutto partecipa:

la flora batterica,

la rinite allergica,

la moltitudine d’esseri

che guida, corre, traffica,

dimenticando il sonno eterno

del nulla prima.

lunedì 15 giugno 2026

La nebbia

 

Qualcuno mi dice che la nebbia

si fa acida e spesso confina col buio.

Per qualcuno tiene dolcezze

e assomiglia all’ovatta di un nido.

Per me resta il miracolo

di vedere attraverso un muro.