Ogni volta che una poesia
s’avvia con “ogni volta”
una parte di me si rivolta.
“Possibile – dice - che l’ovvio
prevalga sempre,
il banale galleggi ovunque
e il male fiorisca
fosca letteratura!”.
Come che sia
il naso si tura,
la fogna scorre
e le nuvole, in proprio,
stanno a distare.
Per ovvia ironia.
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