L’inizio dell’ultimo giorno dell’anno
serba un tempo stonato:
l’intrigo dell’atteso futuro,
la ruggine del tempo andato,
speranza di nuovi arrivi,
rimpianto d’aver vissuto.
L’inizio dell’ultimo giorno dell’anno
è dunque un tempo senza presente:
il caffelatte che sa già di spumante,
il gusto del dolce divenuto fiele.
Il tempio dell’assente.
