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martedì 23 giugno 2020

La bellezza


La bellezza ti dona e ti toglie. T’avvantaggia e ti limita. Lo sospettano le Dive avviate alle rughe della prima maturità: accade spesso che ogni percorso inizialmente facilitato dall’avvenenza proceda con la sua contropartita. Rallenta l’evoluzione personale, allontana la stabilità emotiva.
Può esistere relazione tra Bello-sano e sempliciotto-banale? Tra brutto-sgraziato e talentuoso-geniale?
L’ipotesi risente d’un pregiudizio condiviso, ma resta di fatto indimostrabile. La bellezza, comunque, sembra essere così transitoria e precaria da offrire opportunità a chiunque, sia avendola che non. Le crisi estetiche sono per tutti e quelle anticipate regalano saggezze inattese.
E non si creda che la Bellezza dell’arte sia diversa, eterna a priori, intramontabile, che non sottostia ai cicli storici dell’oblio e del ritorno. Quello che resta più stabile sembra essere l’occhio interiore che la contempla, inteso come sguardo che la scopre, consapevole della complessità del contesto e, meglio, della sua relatività. Ma a tal punto, come un gioco famoso, si torna alla partenza e la domanda resta: per raggiungere questo traguardo dello spirito, la bellezza iniziale - qualunque essa sia - facilita o limita?

Ironicamente, ricordo spesso a me stesso il fatti non foste a vivere come bruti. Amo la speranza. Non mi sorprende l’inganno.