mercoledì 4 settembre 2024

Il bosco malato

 

 

Ti cammino dentro e ti chiedo scusa,

già che scricchioli secco,

tra le chiome a terra, perse

come dopo una chemio,

senza resine e fiori,

senza fiato, solo senza.

Tu, che parlavi ai poeti

attraverso il silenzio,

e ora vivi in stridori di ruspa,

potendo solo morire.

“In me restano i ricordi

e l’incanto dei tuoi ritmi”,

e questo mi consola

quando so di soffrire.

Ma in anima

sei stato la mia pace,

la dolcezza di vivere.

1 commento:

  1. Ciao Giuseppe. Posso capire il tuo stato d'animo... cosa si prova in questi frangenti. La tua poesia si snoda attraverso incanti e silenzi... e questa ultima parola la trovo spesso nei tuoi scritti, anche come sottinteso... Tu comprendi bene che fra tanto rumore, il silenzio è quell'oasi di pace in cui si può capire... tutto. Senza il silenzio, soprattutto interiore, la strada presenta il solito percorso, che nel frastuono non porta a niente. Bravo Giuseppe. I miei complimenti possono risultarti banali, ma sono sinceri. Un abbraccio da Manzano. Ciao

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