Ti cammino dentro e ti chiedo scusa,
già che scricchioli secco,
tra le chiome a terra, perse
come dopo una chemio,
senza resine e fiori,
senza fiato, solo senza.
Tu, che parlavi ai poeti
attraverso il silenzio,
e ora vivi in stridori di ruspa,
potendo solo morire.
“In me restano i ricordi
e l’incanto dei tuoi ritmi”,
e questo mi consola
quando so di soffrire.
Ma in anima
sei stato la mia pace,
la dolcezza di vivere.
Ciao Giuseppe. Posso capire il tuo stato d'animo... cosa si prova in questi frangenti. La tua poesia si snoda attraverso incanti e silenzi... e questa ultima parola la trovo spesso nei tuoi scritti, anche come sottinteso... Tu comprendi bene che fra tanto rumore, il silenzio è quell'oasi di pace in cui si può capire... tutto. Senza il silenzio, soprattutto interiore, la strada presenta il solito percorso, che nel frastuono non porta a niente. Bravo Giuseppe. I miei complimenti possono risultarti banali, ma sono sinceri. Un abbraccio da Manzano. Ciao
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